Per Nuove Sensibilità 2022: OMISSIS di Alessandro Paschitto
- proscenioweb
- 2 dic 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Al Ridotto del Mercadante di Napoli

di Rita Felerico
Ultima replica per OMISSIS, al Ridotto del Mercadante Teatro Stabile Nazionale domenica 27 novembre, spiazzante testo, scritto (e diretto) da Alessandro Paschitto con attenta ricerca di linguaggio e ritrovamento di significati. Viaggiano in parallelo questi due livelli di narrazione con un input a partire dal suono delle parole, che scavalca la comprensione logistica o perlomeno la trascina ai margini. L'intento è quello di colpire al cuore l 'incapacità di ampliare l'ascolto e quindi di andare a cogliere ciò che viene omesso o posto ai margini nella comunicazione del quotidiano
Si potrà mai parlare senza incomprensioni? Senza che ci si rivesta, prima di parlare con sé stessi e con gli altri,di pregiudizi, del già detto, di superficialità?
Quello che si desidera dire o esplicitare viene sempre ombrato da quel vacuo bla bla, che pare o appare seguire un filo logico, ma in realtà si mostra come un fuorviare, per non assumersi responsabilità o scelte.
Paschitto vince con questo testo il Premio Nuove Sensibilità 2022 (il Progetto Speciale curato dal Teatro Pubblico Campano in collaborazione con il Teatro Nazionale di Napoli) con una motivazione che fra l'altro descrive il testo così: "per sua stessa natura abbatte le barriere dell'aristotelico" ed è finalista al Premio Hystro-Scritture di scena, nonché secondo al Premio Colline di Torino.
Bella prova dei 4 attori, Raimonda Maraviglia, Anna Gualdo, Francesco Roccasecca e Giuseppe Sartori conficcati in 4 quadrati immessi a loro volta in un grande nero quadrato che man mano è invaso dall'acqua, nel quale – capaci di compiere solo pochi gesti – ‘navigano’. Una scenografia quella di Luigi Ferrigno di grande impatto; trascina lo spettatore nello spazio quadrato, che osserva e nel quale si osserva perché non distante dal quadrato / palcoscenico, senza sipario e senza infingimenti abbraccia idealmente l'azione dalla quadratura della sua visuale.
È con loro, gli attori, partecipa , perché toccato dallo stesso senso / non senso, implicato nei loro dialoghi, coinvolto dalle aggressioni di una pistola ad acqua, guidato dai disegni musicali – ovvero tracce di percorsi – di Tommy Grieco.
Sul finire, un bimbo provvisto di maschera subacquea circumnaviga il quadrato. Un segno di speranza, anche se distante dallo spazio in cui tutto avviene.
Non è semplice descrivere il contemporaneo e ritrovarsi in quei buchi neri che ci avvolgono per poter superare e andare avanti; Omissis è un tentativo andato a buon segno.
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