top of page

CTF – Smith & Wesson

  • proscenioweb
  • 2 lug 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Teatro Politeama – 27 giugno ore 21:00



CTF – Smith & Wesson

Di Alex Capuozzo


Testo italiano, storia ambientata nel 1902 sulle cascate del Niagara, interpreti francesi. Alessandro Baricco mette in scena in formato esportazione il suo Smith & Wesson, testo pubblicato nel 2014 e tradotto da Lise Caillat. Interpreti sono Christophe Lambert, l'irrascibile metereologo, Laurent Caron il flemmatico pescatore, Lio nella parte della signora Higgins e Lou Chauvain a dar forma e voce all'irrequieta Rachel. Debutto nazionale il 27 giugno con replica il giorno successivo, al teatro Politeama di Napoli nell'ambito del Campania Teatro Festival 2022, sezione internazionale.

Il testo, che ha già avuto una sua messa in scena italiana con Natalino Balasso e Fausto Russo Alesi per la regia di Gabriele Vacis, è una storia di freaks. Un sedicente meteorologo, un apatico "pescatore" di cadaveri di gente che si suicida gettandosi nei vortici delle cascate ed una aspirane giornalista in cerca dell’articolo che le darà il suo posto nel mondo. I tre condividono malandate stanze nell'albergo gestito dalla signora Higgins. L’impresa da compiere è sopravvivere ad un salto dalle cascate chiusi in una botte di legno.

Seguire il testo in francese non è facilissimo, i sottotitoli partono con un po’ di ritardo e sono posizionati così in alto che per il pubblico delle prime file è un attentato alla cervicale. La macchina scenica è molto bella, elementi entrano ed escono movimentati da una piccola squadra di ancelle di scena, luci e suoni ben curati contribuiscono a far vivere allo spettatore le giuste emozioni.

Il gioco che si instaura tra i tre personaggi funziona. Due uomini maturi e sfasciati dalla vita e la giovane e incosciente Rachel raccontano la trama scritta da Baricco. Il tema sembrerebbe essere quello della ricerca del senso della vita attraverso il compimento della grande impresa, dell’elaborazione del passato e della ricerca del lieto fine. La metafora delle cascate è efficace. Interessante il finale diviso in due parti. Il primo movimento è affidato ad un lungo monologo della signora Higgins, la proprietaria dell’albergo vicino alle cascate che ospita i tre protagonisti, interpretata da Lio, che prende a schiaffi il pubblico e lo riporta alla durezza della realtà. Il secondo ha quasi il sapore della scena post credits, arriva inaspettato e fa in modo che il pubblico lasci il teatro con un sorriso. Amaro, ma pur sempre un sorriso.

Nota a margine: più che una prima mi è sembrata una prova generale. Inizio in ritardo, due ancelle di scena che improvvisano passi di danza incomprensibili e restano immobili sul palco a luci accese e mentre il pubblico ancora si sistema. Tra il primo ed il secondo tempo una lunga pausa. Traduzione che parte in ritardo e male. Anche sul cast ho qualche dubbio. Ho individuato Caron e Chauvain. Per la signora Higgins evidentemente c'è stata una sostituzione, il programma riporta un nome diverso da quello di Lio indicato nel sito. Di Cristopher Lambert non ho trovato tracce.


© Riproduzione Riservata


CTF – Smith & Wesson

Comments


bottom of page